La lezione che arriva dal vento del Salento
Quando
la distanza fra chi vince e chi perde si stabilizza nell'ordine del
40%, questa determina valutazioni inconfutabili.
Che Nichi Vendola avesse il vento in poppa era nell'aria da un bel
pò. Che il PD bersanian_dalemiano oggi al timone della fregata del
Centrosinistra Italiano fosse abbarbicato al consunto modo di fare
politica, tipicamente d'apparato simil_PCI-PDS-DS, lo si avvertiva
annusando l'aria che stanziava nei meandri di questo sgangherato
Partito Democratico.
Che l'inquietudine e lo sconforto -assolutamente giustificate, sic!-
di un Popolo di Sinistra, non adeguatamente rappresentato e
supportato da iniziative credibili da parte dell'attuale gruppo
dirigente del PD, fossero sentimenti conseguenziali determinati
dalla appena citata aria stagnante ed arida d'ossigeno, si sentiva
ed avertiva lontano un miglio...
Finchè un desiderato movimento di isobare, decise di stabilire
correnti ascenzionali, onde generare un vento propizio che -seppur
da est...- più che scirocco diventava sempre più tramontana, quella
tramontana sì frizzante e gelida, ma piena di nuove sostanze
corroboranti da scompaginare i vetusti ed ingialliti manifesti di
propaganda ormai diventati inutili ed inefficaci.
In soldoni: la straripante vittoria di Nichi Vendola sullo sfidante
Boccia avvenuto nelle primarie indette di malavoglia dal PD pugliese
ci offre un panorama assai mutato nella politica del Centrosinistra
sia pugliese, sia nazionale. Un panorama che questo frizzante vento
del Salento ha portato quanto a
motivazioni,determinazioni,condizioni.
Ormai è evidente che la linea politica che coagulando insieme il
vecchio apparato DS, con aggiunta del notabilato
post_sinistrademocristiana, era un coacervo di pur importanti
appartenenze, ma di fiato corto rispetto alla potenza dei venti che
danno ossigeno alle nuove realtà proprie del progressismo italiano.
Questo coagulo portò a creare una sorta di ""marmellata a
prescindere"", appunto perchè gli ingredienti non erano più frutti
di stagione, ma conservati sottovuotospinto...
Cosa, quindi, significano queste Primarie pugliesi?
1) Che il PD -sic stantibus rebus-, dando stavolta ragione a
Baffin_D'Alema, è stato un'amalgama mal riuscito.
2) Che, per quanti sforzi si facciano- volenti o nolenti, il vecchio
""Modello Socialdemocratico"" per gestire e governare una società
post-industrializzata non è più adatto nè indicato, prova ne siano
le débacles dei Partiti d'ispirazione Socialista in tutt'Europa.
3) Che per governare una società complessa e multiforme come quella
del terzo millennio è necessario offrire chiare, visibili,
tangibili, spendibili proposte di ""governance"" che tengano conto
delle nuove stratificazioni socioeconomiche presenti nell'oggi.
In ispecie: a) maggiore flessibilità sulle tematiche riguardanti la
gestione dei bisogni, coniugata però sempre alla giustizia sociale;
b) maggiore radicalità e determinazione nel contrastare le istanze
oligarchiche ed a-democratiche che tanta breccia fanno su una
cittadinanza disincantata verso i problemi dell'istituzionalità dei
princìpi.
E' troppo per l'attuale PD? Forse... Ma almeno si potrebbe tentare
la strada tracciata da queste due ultime semplici ma fondamentali
esigenze, piuttosto che restare perennemente titubanti sulle
alleanze da stipulare, al rimorchio a giorni alterni di una destra
che comunque -dati i numeri in Parlamento- va per la sua strada
avendo chiarezza d'intenti ed equipollenza col suo elettorato di
riferimento.
Non penso che sia troppo...neppure per l'odierno PD.
Purchè si agisca in nome di ideali consolidati -mai dimenticati!-
che si ossigenino comunque più coi tersi venti della salutare
tramontana che con quelli nebulosi e sabbiosi del fastidioso
scirocco.
Vincenzo Mazzotti
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